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Alle scuole per le ore eccedenti è assegnato, ANNUALMENTE, un budget virtuale che non incasseranno, ma sarà gestito dalle stesse attraverso le funzioni del cedolino unico. Il suddetto budget non viene incrementato in base alle necessità né viene rimpinguato utilizzando risparmi provenienti dal Fondo di Istituto.
Il budget viene calcolato nel seguente modo:
Scuole dell’Infanzia e primaria - posti organico di diritto     ___ X valore stabilito   dalla Contrattazione integrativa nazionale annuale  
Scuola Secondaria di I grado –    posti organico di diritto   ___ X valore stabilito   dalla Contrattazione integrativa nazionale annuale
Scuola Secondaria di II grado -  posti organico di diritto    ___ X  valore stabilito   dalla Contrattazione integrativa nazionale annuale  

Ora vediamo un’ipotesi di utilizzo di tale importo

1. budget equamente utilizzato nei tre ordini di scuola
2. Budget equamente utilizzato tra scuola Primaria e Scuola Secondaria di I grado
3. Budget utilizzato solo per la Scuola Secondaria di I grado.

Se il totale dell’importo lo dividiamo per il compenso di n. 1 ora eccedente otteniamo il numero totale della banca oraria di ore eccedenti:
ipotesi se la somma degli importi è pari ad € 1.676,37 lordo dipendente il costo di un'ora eccedente da liquidare al docente è pari ad €  26,89 lordo dipendente, si ha  € 1.676,37 :  26,89 = 62 ore circa sono la banca delle ore disponibili.
In sostanza non si possono assegnare più di 62 ore circa.
E' compito della RSU vigilare che nell’anno scolastico di riferimento nella propria scuola non si assegnino più ore di quelle che si possono liquidare col budget a disposizione.
Il Dirigente Scolastico è tenuto a dare l'informativa successiva
dell'utilizzo del budget e degli eventuali risparmi.
Il  Dirigente Scolastico è tenuto a dare l'informativa preventiva
sugli avanzi di amministrazione all'avvio dei lavori annuali di contrattazione d'istituto.

E' stato riscontrato, infatti, sia a livello regionale, sia nazionale nell’ambito di verifiche effettuate,  che molti dirigenti scolastici ricorrono all’istituto delle ore eccedenti per la sostituzione di colleghi assenti oltre l’ammontare dello specifico budget assegnato a partire dal 01 settembre 2010.

È, inoltre, emersa la consuetudine, di taluni Dirigenti

  • di disporre l’assegnazione di ore eccedenti anche quando è stato messo a conoscenza che il docente assente ha dato comunicazione dell’assenza con largo anticipo: ad es. un giorno prima, con l'opportunità di procedere alla nomina di un supplente;

  • di disporre l’assegnazione di ore eccedenti per più ore nell'arco di una stessa giornata pur di non nominare un supplente;

  • di disporre l'utilizzo del docente di sostegno per supplenze alle prime ore per mancanza di budget perche esauritosi precedentemente;

  • di non nominare un supplente se le ore prestate dal docente assente nella giornata sono 3 o 2.  

  • di dividere gli alunni della classe in cui risulta assente un docente, in altre classi con tutti i rischi e i pericoli che ne potrebbero derivare;

 

  • Si ha notizia, inoltre, di illeciti prelievi del Fondo di Istituto per far fronte alle spese per eventuali ore di supplenza oltre l’orario obbligatorio.  Si rammenta che il FIS è destinato all’ampliamento dell’offerta formativa e non a coprire le inefficienze organizzative dell’Amministrazione.


Alla luce di quanto su esposto e per evitare il perdurare di queste prassi si richiamano le sotto elencate disposizioni riguardanti la materia in oggetto:

  • art. 5 dell’intesa siglata in data 18 maggio 2010 tra il M. I. U. R. e le Organizzazioni sindacali ai fini della ripartizione delle risorse di cui agli artt. 33, 62, 87 del CCNL 2006/2009 per l’anno scolastico 2010/2011 che stabilisce i criteri per il calcolo del budget a. s. 2010/2011;

  • art. 5 dell’intesa siglata in data 31 maggio 2011 tra il M. I. U. R. e le Organizzazioni sindacali ai fini della ripartizione delle risorse di cui agli artt. 33, 62, 87 del CCNL 2006/2009 per l’anno scolastico 2011/2012 che stabilisce i criteri per il calcolo del budget a. s. 2011/2012;

  • lettera D) dell’intesa siglata in data 30 gennaio 2013 tra il M. I. U. R. e le Organizzazioni sindacali ai fini della ripartizione delle risorse di cui agli artt. 33, 62, 87 del CCNL 2006/2009 per l’anno scolastico 2012/2013 che stabilisce i criteri per il calcolo del budget a. s. 2012/2013;

  • nota del M. I. U. R. – Dipartimento per l’Istruzione – Direzione Generale per il personale scolastico - prot. n. AOOGGPER 14991 del 6 ottobre 2009 che all’ultimo capoverso stabiliva che: “… … … in tutti i casi in cui le suddette soluzioni normative non si rivelano idonee a sopperire alla sostituzione dei docenti assenti, al fine primario di non incorrere in una sospensione della didattica nei riguardi degli allievi interessati, i dirigenti scolastici possono provvedere, per periodi di assenza anche inferiori a 15 giorni, alla nomina di personale supplente temporaneo.”;

  • nota del M. I. U. R. - Dipartimento per l’Istruzione – Direzione Generale per il personale scolastico - prot. n. AOOGGPER 9839 del 8 novembre 2010, che richiama ed amplia le disposizioni della precedente nota del 6 ottobre 2009 ed inoltre al terzo capoverso sancisce che: “Ciò premesso, si ricorda che l’istituto delle ore eccedenti, considerato l’ammontare limitato delle risorse disponibili, annualmente definito e di celere esaurimento, ha natura emergenziale ed ha come finalità lo specifico obiettivo di consentire la sostituzione immediata e limitata nel tempo del docente assente, in attesa della nomina del supplente temporaneo avente diritto.”  Sempre la suddetta nota segnala che la spesa per la sostituzione del personale assente non può essere coperta con le risorse del FIS, visti i vincoli specifici di destinazione previsti dal contratto stesso nell'utilizzo di tali risorse. Sempre la suddetta nota richiama l'attenzione sull'opportunità di non ricorrere alla sostituzione dei docenti assenti con personale in servizio su posti di sostegno, salvo casi eccezionali non altrimenti risolvibili.


Cosa va evitato e rifiutato in modo categorico:


Le disfunzioni e le carenze organizzative determinate dal taglio degli organici, dalla ridistribuzione delle ore di cattedra e dall’azzeramento di tutte le ore a disposizione, eliminando così ogni pur minimo spazio di flessibilità, sono un problema che deve risolvere l’amministrazione con ulteriori risorse umane (supplenti da nominare all'occorrenza) ed economiche e non devono ricadere sul personale della scuola (dirigenti, docenti ed ATA) costringendoli a fare i salti mortali ogni giorno o, peggio, ogni ora.

Pur avendo già ampiamente trattato il problema dell'utilizzo illegittimo del docente di sostegno in supplenze nella sezione speciale sostegno
occorre soffermarsi per chiarire il concetto dell'ultimo capoverso del paragrafo precedente. "Casi eccezionali", ma questi debbono essere pure "non altrimenti risolvibili" significa che non solo debbono mancare altri docenti tenuti al recupero di ore o tenuti al completamento di cattedra o disponibili a svolgere sino ad un massimo di sei ore in più di servizio di lezioni; ma deve trattarsi di una circostanza del tutto irrisolvibile.
La scuola non può permettersi di vivere in costante emergenza. L'assenza di un docente non è imprevedibile ma prevedibile e in quanto tale la scuola deve dotarsi di idonee strategie non lesive dell'altrui dignità per far fronte al  problema quasi giornaliero delle assenze.
La nota MIUR prot. n. 14991 del 6/10/2009, ha precisato: "Al fine primario di non incorrere in una sospensione della didattica nei riguardi degli allievi interessati, i dirigenti scolastici possono provvedere, per periodi di assenza anche inferiore a 15 giorni, alla nomina di personale supplente temporaneo".
E' da considerare poi impraticabile, nel rispetto del CCNL dei docenti e del diritto allo studio degli studenti, la soluzione organizzativa, nel caso di assenze brevi del personale docente, distribuire gli alunni nelle vari classi; ciò non solo non è previsto da alcuna norma, ma costituisce di fatto, rischi per la sicurezza.
La contemporaneità del docente di sostegno, è configurata nel quadro della programmazione dell'azione educativa; mentre, come chiaramente indicato nella nota MIUR prot. n. 9839 dell'8 novembre 2010, si può provvedere alla sostituzione del personale docente assente temporaneamente, con personale della scuola in soprannumero o con ore a disposizione o di contemporaneità non programmata in applicazione di quanto previsto dall'art. 28, commi 5 e 6 del CCNL ed, in subordine, mediante l'attribuzione di ore eccedenti a personale in servizio e disponibile nella scuola fino ad un massimo di 6 ore settimanali oltre l'orario d'obbligo.
Considerare emergenza irrisolvibile il caso del docente che segnala la propria assenza all'inizio della sua ora di lezione e limitatamente a quell'ora,  è sbagliato e di per sè forviante. Infatti in una scuola che si rispetti il docente comunica l'assenza con largo anticipo, e lo deve fare non all'inizio della sua ora di lezione, ma all'inizio del servizio scolastico, insomma, quando apre la scuola e sono operativi gli uffici di segreteria, questo perchè l'orario del servizio scolastico deve essere compatbile con l'inizio delle lezioni e viceversa.

Un docente segnala la propria assenza all'inizio della sua ora di lezione e limitatamente a quell'ora è un fatto eccezionale, non altrimenti risolvibile? Non pare se si utilizza in modo oculato il budget delle ore eccedenti. Nominare sempre un supplente e subito anche. Riservare il budget delle ore eccedenti per la copertura della prima ora di servizio del docente assente, in attesa dell'arrivo del supplente.  Questo dice la C. M. prot. n. AOOGGPER 9839 del 8 novembre 2010.

E' alquanto assodato che in base al D.M. 131/07 sulle supplenze, il Dirigente convoca i possibili supplenti presenti nelle graduatorie per e-mail o SMS sul cellulare e quindi nell'arco di un'ora l'aspirante a supplenza può intervenire ed assumere immediatamente l'incarico.

E’ fondamentale che la scuola proceda immediatamente alla “chiamata” del supplente appena avuta la comunicazione dell’assenza e aver verificato l’impossibilità di coprirla con il personale in servizio che si è reso disponibile per ore eccedenti.

Da “Linee guida per l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità
1.3 La flessibilità

La flessibilità organizzativa e didattica prevista dall'autonomia funzionale delle istituzioni scolastiche consente di articolare l'attività di insegnamento secondo le più idonee modalità per il raggiungimento del successo formativo di tutti gli alunni, finalità ultima dell'intero servizio nazionale di istruzione, fermo restando il rispetto dei principi inerenti la normativa di legge. Così, per esempio, l'insegnante per le attività di sostegno non può essere utilizzato per svolgere altro tipo di funzioni se non quelle strettamente connesse al progetto d'integrazione, qualora tale diverso utilizzo riduca anche in minima parte l’efficacia di detto progetto.
Le opportunità offerte dalla flessibilità organizzativa per il raggiungimento del diritto allo studio degli alunni con disabilità sono molteplici.

Di seguito offriamo agli iscritti due Atti formali di Rimostranza, ai sensi dell’art. 17 del DPR 10/01/1957 n. 3, e una richiesta di ordine di servizio da consegnare al Dirigente Scolastico  nel caso in cui:

  • il docente di sostegno dovesse ricevere l'ordine a svolgere una supplenza per la copertura di un collega assente;

  • si dovesse ricevere una disposizione dal dirigente in cui si chiede di accogliere nella propria classe gruppi di alunni di classi prive di docenti. formale atto di rimostranza ai sensi dell’art. 17 del DPR 10/01/1957 n. 3.

 

Gli Atti di Rimostranza servono per  far passare un principio legittimo: la chiamata del supplente anche per assenze di un solo giorno e sin dal primo giorno di assenza del titolare sia nella Scuola dell'Infanzia, sia nella Scuola Primaria, sia nella Scuola Secondaria di I e di II grado.  

La spesa per la sostituzione del personale assente non può essere coperta con le risorse del FIS, visti i vincoli specifici di destinazione previsti dal contratto stesso nell'utilizzo di tali risorse”.

Se un qualsiasi dirigente operasse un utilizzo improprio del FIS per coprire l’assegnazione di ore eccedenti per la sostituzione di colleghi assenti, oltre l’ammontare dello specifico budget assegnato annualmente, commetterebbe un illecito.

Infatti, a seguito dell’introduzione del Cedolino Unico (legge n. 191/2009, art. 2, comma 197) non è possibile stornare finanziamenti destinati alle ore eccedenti in sostituzione di docenti assenti a favore del FIS (Fondo di Istituto) e viceversa, poiché la rispettiva utilizzazione delle risorse è correlata alle sole attività per cui sono state assegnate alla istituzione scolastica. I suddetti finanziamenti, infatti, fanno parte di piani gestionali differenti, non fungibili reciprocamente.

Nell’ipotesi in cui la liquidazione delle ore eccedenti svolte in sostituzione di colleghi assenti avvenisse con fondi FIS, il cedolino unico farebbe riferimento alla voce FIS e non alla voce ore eccedenti come di norma avviene se si utilizza correttamente il relativo budget.
I docenti, a questo punto, avrebbero il diritto di esigere il pagamento delle ore eccedenti svolte in sostituzione di colleghi assenti, che non compaiono nel cedolino unico, in quanto, da nessuna parte risulterebbe scritto che la liquidazione è avvenuta con i soldi del FIS. Questo perché i bilanci delle scuole e il MOF (FIS -  F. S. – I. S. – O. E. – O. E. Pratica Sportiva) sono soggetti al controllo dei Revisori dei Conti.
Un docente che accettasse il pagamento di ore eccedenti svolte in sostituzione di colleghi assenti con soldi riferiti al FIS diventerebbe corresponsabile dell'illecito operato dal dirigente.  

 

Ai dirigenti poniamo tre domande:

  • Come fronteggerebbe la scuola una stessa esigenza di copertura dei docenti assenti, in mancanza di docenti che danno la disponibilità per le ore eccedenti?

 

  • Come fronteggerebbe la scuola una stessa esigenza di copertura dei docenti assenti, in mancanza di disabili e di docenti di sostegno?

 

  • Come fronteggerebbe la scuola una stessa esigenza di copertura dei docenti assenti, in mancanza di un budget di ore eccedenti?